L’abuso sessuale infantile è un tabù, ma avviene senza pietà nella vita reale. Molti genitori hanno paura che i propri figli siano esposti a questo rischio, ciononostante non ne parlano, non condividono questa preoccupazione a volte nemmeno tra le mura di casa.

Di solito gli specialisti vengono consultati per la paura che l’abuso sia già in corso e non per la paura che possa avvenire. Questo è di sicuro un errore, sia che il sospetto sia fondato o meno, perché negli ultimi anni la ricerca ha fatto progressi in questo ambito e ci ha dato alcuniindizi che possono evitare che i bambini siano esposti a questa tanto temuta situazione.

Quando si teme ciò, alcune madri optano per isolare i figli, precludendo loro ogni contatto sociale. Dietro questo comportamento c’è l’ignoranza della realtà poiché chi abusa di bambini spesso non si trova fuori delle mura domestiche, bensì è una persona di fiducia che di solito ha il permesso implicito o esplicito di avere accesso alla casa. L’isolamento sociale probabilmente porterà solo alla riduzione del cerchio di fiducia del bambino o della bambina, e pertanto delle possibilità e delle persone a cui confessare ciò che sta succedendo.

Dall’altro lato i genitori che insegnano ai propri figli a mantenere una certa distanza nelle relazioni sociali, e che in più la praticano con loro, rendono i bambini più vulnerabili all’abuso sessuale. Questo perché senza volerlo stanno dicendo ai figli che non c’è nessuno di cui potersi fidare e con cui parlare di abuso.

I bambini possono confondersi se vengono manipolati da un adulto. Se non ricevono affetto dai genitori o se presentano livelli di eccitamento dopo l’atto sessuale, è molto probabile che non capiscano di essere stati vittime di un abuso, e di fronte alla manipolazione dell’adulto potrebbero credere che sia una dimostrazione di affetto. Dall’altro lato i pedofili fanno persino credere alla vittima che è stata quest’ultima a sedurli. C’è quindi una combinazione di confusione, disgusto e piacere con cui si può tacere l’abuso sessuale.

In altre occasioni, fortunatamente non in tutte, la madre perde la prospettiva reale e per evitare problemi passa sopra l’abuso sessuale, sebbene ne conseguano ripercussioni sui propri figli.

I genitori devono insegnare ai figli che ci sono parti del corpo che non devono essere né toccate né guardate da altre persone. Quando si va da un medico, la madre deve sempre essere presente.

Quello che viene considerato abuso sessuale varia da paese a paese a seconda delle leggi. L’aggressore può anche essere un coetaneo, quindi è importante insegnare ai bambini come riconoscere i segnali del loro corpo. Vi sentite sporchi? È stato un adulto? Era spaventato?

Campanelli di allarme:

  1. Il rendimento scolastico di vostro figlio sta peggiorando senza un motivo quale separazione dei genitori, morte di un familiare, malattia, cambio di scuola;
  2. Cambiamento nei comportamenti. Manifesta atteggiamenti sessuali precoci;
  3. Insonnia e incubi;
  4. Perdita dell’appetito;
  5. Si rifiuta di stare in compagnia di familiari o amici, o passa molto tempo da solo con quell’adulto.

Sono segnali che i genitori devono tenere sotto controllo.

Durante l’adolescenza, è difficile che i bambini confessino una condizione di abuso. La vergogna e il senso di colpa nel caso abbiano provato piacere crea confusione, ancora di più se questo abuso dura da molto tempo. L’adolescente conclude erroneamente che il piacere fisico sia sinonimo di accettazione e consenso, e può arrivare a credere di aver provocato l’abuso.

genitori devono contenere le proprie reazioni emotive perché se non godono della fiducia dei figli questi potrebbero non fidarsi a raccontare ciò che cosa sta succedendo. Ricordate che i bambini non sono colpevoli dell’abuso che stanno subendo. Sono vittime e come tali hanno bisogno di un aiuto specialistico e della protezione della loro integrità.

via La Mente Meravigliosa