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5 Strategie Per Insegnare Ai Bambini Ad Aspettare

Molti genitori prima o poi si fanno questa domanda: perché mio figlio non sa aspettare? Forse è un interrogativo meno serio del ‘perché non mi ascolta?’, ma nella pratica della vita quotidiana non riuscire a scandire il tempo in maniera organizzata a volte può risultare stancante.
Se siete alla ricerca di una strategia che vi aiuti a creare con i vostri figli un rapporto basato sull’ascolto e insegnare loro ad auto-controllarsi, ecco cinque modi per provarci.

1. Aiutateli a visualizzare il tempo.

immagine: Pinterest

Posizionare in punti strategici della casa disegni o oggetti colorati che scandiscano i momenti della giornata può risultare di grande aiuto.
I bambini infatti iniziano a sviluppare il pensiero astratto attorno agli 8-9 anni, perciò fino a quell’età sarà per loro difficile distinguere un quarto d’ora da 45 minuti. Per questo motivo dire: “La mamma sarà a casa fra un’ora”, è meno utile che dire: “La mamma sarà a casa quando la lancetta dell’orologio tocca il colore x”.

2. Incoraggiate l’interazione sociale ma non disdegnate il gioco solitario.

immagine: © pixabay

Anche imparare a stare da soli è importante, sia perché permette di dare libero sfogo all’immaginazione, sia perché aiuta a costruire la loro indipendenza e integrità sociale. Per questi motivi è bene incoraggiarli a fare dei giochi che non prevedano l’interazione con altre persone.

3. Ingannate le attese obbligate con un gioco “salva-vita”.

immagine: Graphic Stock

Un esempio di gioco: bambino e adulto decidono insieme di individuare nell’ambiente circostante un numero preciso di oggetti che abbiano la stessa forma (o colore o altra caratteristica). La prima persona che li individua tutti vince.

4. Insegnate loro a non interrompervi con questo metodo.

Allison Hendrix è una mamma che ha fatto il giro di tutti i siti che parlano di genitorialità (e non solo) con la sua Interrupt Rule: quando vostro figlio ha qualcosa da dirvi, insegnategli a richiamare la vostra attenzione con un semplice tocco della mano. Il compito del genitore è quello di fargli capire che la sua necessità è stata percepita (questo si fa ponendo la mano sulla sua) e che verrà ascoltato non appena avrà concluso ciò che sta facendo in quel momento (es. parlare con una terza persona).

5. Preparasi ai grandi eventi… Con furbizia.

immagine: © pixabay

Compleanni, Natale, vacanze… Questo tipo di eventi portano con sé un entusiasmo che a volte si tramuta in continue lamentele o domande tipo: “Quanto manca…?”.
Anche in questo caso è possibile ingannare l’attesa con qualche forma di gioco, come ad esempio il ricorso al calendario dell’Avvento.
Il punto è focalizzare l’attenzione sul giorno presente, anziché alimentare l’ansia dell’attesa.

via Curioctopus

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