Il piccolo Leo è morto a causa di un tumore pediatrico del cervelletto e grazie a lui gli scienziati italiani ora hanno nuove speranze di cura e diagnosi contro questa grave malattia.

Il suo nome è Leonardo, ma per tutti è Leo ed è il bimbo malato di tumore pediatrico del cervelletto che ha donato una parte di sé alla ricerca permettendo agli scienziati italiani di trovare una nuova speranza di diagnosi e cura contro la malattia che l’ha portato via. Di lui parlano gli stessi ricercatori del CEINGE, il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologie Avanzate di Napoli, che sulla rivista Brain hanno pubblicato i risultati della loro ricerca grazie alla quale un domani i medici potranno curare questa malattia.

Una tecnica blocca-metastasi. Gli esperti hanno studiato un metodo di diagnosi e cura del tumore pediatrico del cervelletto, il medulloblastoma-gruppo 3, che consiste nella possibilità di svelare la ‘regia’ delle metastasi, bloccandone la proliferazione. E non solo. I ricercatori sono riusciti ad invertire il processo da maligno a benigno. Attualmente gli esperimenti sono stati effettuati sui topi, nello specifico la sperimentazione in vivo è avvenuta attraverso l’utilizzo di una molecola che è risultata pienamente efficace e senza controindicazioni. “Questo studio definisce per prima volta che i tumori nel cervelletto del bambino – spiega Massimo Zollo che ha coordinato la ricerca – presentano geni mutati che influenzano negativamente l’azione del sistema immunitario attivo nel cervello. Quindi l’approccio immunoterapeutico che agisce attraverso una sua specifica attivazione delle cellule immunitarie stesse per combattere il tumore deve essere usato con cautela proprio per la presenza di meccanismi genetici di evasione dall’azione del sistema immunitario nel combattere il Medulloblastoma”.

Un risultato sorprendente. Per quanto siano necessari ulteriori esperimenti sull’essere umano prima di poter definire quanto scoperto efficace anche per noi, la ricerca italiana rappresenta un primo e importante step contro i tumori di gruppo 3 di Medulloblastoma.

Il medulloblastoma gruppo 3. Quando parliamo di ‘medulloblastoma gruppo 3′ ci riferiamo al ‘più aggressivo e infausto dei tumori del cervelletto nel bambino’ come dicono gli stessi ricercatori italiani. Questo infatti colpisce il cervelletto e produce man mano metastasi nella colonna spinale. Al momento per la diagnosi è necessaria la risonanza magnetica e non sempre si può intervenire chirurgicamente, risultano necessarie quindi la chemio e la radioterapia che hanno meno effetti collaterali sul sistema nervoso centrale.

Chi è Leo. Il piccolo Leo era un bambino che ha perso la sua lotta contro il medulloblastoma di tipo 3 grazie al quale gli scienziati italiani sono riusciti a realizzare questa importante scoperta. “Un giorno è venuto qui al CEINGE con i suoi genitori – racconta Zollo – Al suo papà aveva chiesto di trovare il migliore studioso del suo male. Leo è stato con noi, è entrato nei laboratori, ha conosciuto i nostri ricercatori. Ha voluto che gli spiegassimo cosa facciamo. Il suo coraggio non è stato vano”. Dal piccolo Leo i medici hanno prelevato un campione sul quale hanno potuto testare la molecola di cui si parla nello studio.

via ScienzeFanPage