La natura iper-protettiva di molti genitori moderni porta a considerare necessarie forme di protezione nei confronti dei bambini che a volte hanno più aspetti negativi che positivi.
Un esempio tipico è il fatto che non li lasciamo più liberi di giocare e di sporcarsi, ma c’è un’altra abitudine che molte famiglie hanno adottato e che invece bisognerebbe rivedere: quella di far indossare calzature ai bebè sin dalla più tenera età. Di motivi per lasciare che essi esplorino il mondo attraverso i piedi nudi, però, ce ne sono diversi e molto validi!

Via le scarpe!

L’esperto della cosiddetta “Tecnica Alexander” John Woodward, un metodo di rieducazione posturale che aiuta a diventare più consapevoli dell’equilibrio, della postura e del movimento nelle attività quotidiane, ci spiega:

Alla nascita, il piede di un neonato non è una versione in miniatura di quello di un adulto. Esso non è fatto di ossa ma di cartilagine che per calcificarsi nelle 28 ossa principali che compongono il piede impiegherà anni. Il processo, infatti, si completerà solo verso la fine dell’adolescenza, ecco perché è fondamentale sapere che tipo di calzatura acquistare e, soprattutto, quando indossarla“.

Il portavoce della Società dei Podologi statunitense Mike O’Neill, aggiunge: “È vero che bisogna considerare l’ambiente in cui cammina il bambino: nessuno vuole che esso pesti escrementi di cani sul marciapiede o che si tagli con un vetro, ma da un punto di vista funzionale, le scarpe non dovrebbero essere considerate necessarie. Di fatto, esse hanno più probabilità di provocare danni che benefici“.

7 buoni motivi per limitare allo stretto indispensabile l’uso delle scarpe nei bambini.

Fra i benefici che potete assicurare al vostro bebè permettendogli di girare per casa senza scarpe ci sono:

  1. Miglior equilibrio: le dita sono libere di aprirsi e chiudersi, mantenendo così attivi i piccolissimi muscoli che ne permettono il movimento e sviluppando la capacità di stare in equilibrio.
  2. Conoscenza attraverso il tatto: soprattutto nei bambini che ancora non parlano, tutto ciò che che essi possono apprendere del mondo lo fanno sfruttando al massimo i sensi che noi adulti, invece, tendiamo ad avere a dir poco assopiti. Il tatto è il principale di essi, e se col fatto che i bambini tendono a mettere tutto in bocca per conoscere ciò che li circonda, per quanto riguarda i piedini dobbiamo essere noi adulti a permettere loro di servirsene come mezzo di relazione con l’ambiente esterno.
  3. Corretta formazione dell’arco plantare e minor rischio di piede piatto.
  4. Minor rischio di micosi dei piedi: dei piedi liberi da calzini e scarpe sono anche dei piedi che respirano e che quindi non si prestano al tipo di habitat tanto amato dai funghi.
  5. Una propriocezione più sviluppata: si tratta della capacità di elaborare informazioni riguardo alla posizione del proprio corpo nello spazio. Camminare scalzi aiuta a sviluppare questi riflessi.
  6. Muscolatura più forte: indossare le scarpe impedisce al piede di allenare bene i muscoli, semplicemente perché viene meno questo bisogno, ma chi l’ha detto che un giorno non possa tornarci utile? Inoltre un piede non in salute è spesso alla base di tanti altri problemi muscolari e soprattutto scheletrici che insorgono in altre parti del corpo.
  7. Bambini più svegli: la stimolazione sensoriale di un bambino che cammina scalzo è legata anche allo sviluppo delle sue abilità cognitive. Uno studio dell’Università di Madrid ha evidenziato come questa abitudine sia spesso indice di intelligenza, soprattutto nei bambini che ancora non camminano.

via Curioctopus