Tutte le donne sanno quanto sia pericoloso fumare durante il periodo di gravidanza: eppure alcune future madri non riescono ad abbandonare questa cattiva abitudine. E non si tratta solo di conseguenze sulla salute e lo sviluppo del figlio: delle immagini ecografiche mostrano quanto il feto stesso soffra già nella pancia propria a causa delle sigarette.

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I ricercatori dell’Università britannica di Durham hanno messo a confronto le immagini di ecografie in 4D di bambini le cui mamme fumano con quelle di feti le cui mamme non lo fanno alla 24esima, 28esima, 32esima e 36esima settimana di gravidanza. I risultati mostrano che i feti nelle mamme fumatrici si muovono tanto e si coprono spesso il viso (come mostrato nella prima fila di immagini riportate sopra). In genere il feto tende a toccarsi la faccia sempre meno con il tempo. Nei casi in cui le madri sono delle fumatrici questo processo non subisce un rallentamento, e sta ad indicare che lo sviluppo del sistema nervoso centrale è stato interrotto. E non si tratta del solo effetto negativo per i bambini…

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A causa del fumo, i vasi sanguigni delle donne si restringono, quindi anche il sangue che affluisce fino al feto diminuisce e, di conseguenza, anche l’apporto di ossigeno. Oltre ad avere un ammanco di altri nutrienti importanti. Gli agenti chimici contenuti nelle sigarette arrivano fino al sangue del feto anche attraverso la placenta. Ogni sigaretta contribuisce ad aumentare la possibilità, quindi, di danneggiare il feto.

  • I bambini sono più piccoli e magri alla nascita. Di media, i figli di fumatrici pesano circa 200 grammi in meno rispetto a chi ha una mamma che non fuma.
  • Il rischio di aborto, anomalie fisiche e nascita prematura è più alto.
  • I bambini nati da madri fumatrici sono più inclini a contrarre infezioni.
  • Il rischio di soffrire di asma o allergie è più alto del 30%.
  • La possibilità che il figlio diventi un fumatore in età adulta è più alta.
  • Il rischio che il bambino abbia l’ADHD è triplicato.
  • Aumenta anche il pericolo di contrarre il cancro.
  • Uno studio di lungo termine (di cui potete leggere qui i risultati in inglese) del 1958 e pubblicato dalla rivista scientifica “BMJ” mostra che i figli di madri fumatrici sono più inclini all’obesità di quelli che nascono da madri non fumatrici.
  • La possibilità di morte nella culla si raddoppia.
  • Il rischio di avere un difetto cardiaco è di circa il 60% più alto.
  • Infertilità e difficoltà a rimanere incinta sono più comuni.
  • Il sistema immunitario è più debole.
  • Il rischio di labbro leporino e palatoschisi è doppio.

Ma bisogna stare attenti anche al fumo passivo. Ecco perché le donne incinta dovrebbero evitare di essere in ambienti in cui si fuma. Adesso che tutti i rischi sono stati messi nero su bianco, dovrebbe essere più semplice decidere di abbandonare questa cattiva abitudine e farla abbandonare anche a chi ci sta vicino. Ogni volta che si dice di no a una sigaretta si sta facendo del bene al proprio bambino.

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Inoltre, non c’è alcun pericolo per l’embrione se si smette di fumare senza ridurre gradualmente la quantità di nicotina presente nel corpo.

Il fumo provoca danni al bambino anche dopo la nascita

Non bisogna fare l’errore di pensare di poter riprendere a fumare dopo il parto. Se le neo mamme riprendono quest’abitudine, ci possono essere conseguenze dannose sulla salute del neonato. “Sarebbe sempre meglio stare lontani dal tabacco, dal momento che durante l’allattamento le tossine vengono passate al bambino attraverso il latte. Inoltre, un ambiente libero dal fumo evita al bambino i fattori di rischio (come la morte in culla) da fumo passivo”, spiega Michaela Goecke, del Centro tedesco per l’Informazione sulla Salute.

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Idealmente, le fumatrici dovrebbero usare la gravidanza per smettere. Si tratta, in fin dei conti, di una scelta che fa bene non solo al bambino!

via InSalute