L’amore o l’affetto, che dir si voglia, è un bisogno del bambino. Lo manifesta il neonato che si acquieta tra le braccia del genitore e lo manifesta il bambino ogni qualvolta cerca stimolo, supporto e conforto nell’adulto di riferimento. Mentre il bisogno di amore del neonato ha manifestazioni più fisiche, quello del bambino ha manifestazioni emotive, interrelazionali oltre che pratiche. Il bimbo, infatti, necessita delle coccole come delle risposte, delle carezze come dello sprone verbale e del sostegno emotivo.

Il bisogno d’amore è un’esigenza psicologica. Se soddisfatto sostiene l’adattamento alla vita extrauterina del neonato e l’autostima del bambino.

I bambini amati e aiutati dall’amore a muoversi nel mondo con sicurezza potrebbero essere anche più autonomi nell’apprendimento di nuove competenze, ovvero potrebbero essere più orientati a sperimentare, esplorare e realizzare mettendosi alla prova e superando i propri limiti.

Il bisogno di amore non soddisfatto nei neonati si può trasformare in irrequietezza e incapacità di adattarsi al mondo esterno; nei bimbi più grandicelli in apprensione, ansia da prestazione, stress, irascibilità, isolamento e difficoltà di comunicazione. Un bambino non amato o comunque non amato nel modo giusto è un bimbo triste.

Cosa vuol dire amare un figlio? Non certamente fare tutto ciò che ci chiede oppure dargli qualsiasi cosa o bene materiale. Nemmeno vuol dire proteggerlo da tutto e da tutti. E neanche equivale a plasmarlo a nostra immagine e somiglianza pretendendo che aderisca ad un nostro disegno mentale.

Amare veramente un figlio equivale a riconoscerne i bisogni affettivi soddisfacendoli. L’affetto, dunque, corrisponde con la soddisfazione del bisogno di amore ed è conforto, appagamento e sicurezza.

Il bambino che non si sente amato è un bimbo che nutre un bisogno di conforto insoddisfatto; è un bimbo che cerca la gratificazione dell’adulto, il riconoscimento della sua identità e del suo spazio, della sua verità come persona diversa dal genitore.

Un genitore che avanzi verso il figlio richieste impossibili oltre ad essere un adulto irragionevole è un educatore manchevole perchè ingenera nel bambino frustrazioni e senso di oppressione, rischiando persino che il figlio divenga oppositivo.

Ragionando attraverso un esempio pratico diremo che non si può pretendere da un bambino che stia sempre fermo, che non si sporchi, che non faccia i capricci o che non pianga mai.

Nemmeno il genitore può definire come “impossibile” quel figlio che in perfetta relazione con la sua età fa tutte queste cose.

I figli vanno guidati verso l’età adulta e il buon comportamento; in questo senso va considerato che l’esempio, la spiegazione e la riflessione critica sono strumenti educativi a cui il bambino va istruito e orientato.

I bambini vanno riempiti di gioia di vivere e autostima. Prima di essere eccellenti saranno esploratori e nella loro esplorazione potranno commettere errori enormi, tali da apparire “rovinosi disastri” agli occhi di un adulto. I grandi (ovvero noi genitori) servono a far discernere ai piccoli il bene dal male e il miglior modo per farlo è concretamente portare loro esempi positivi, non giudizi negativi.

Un bambino che non si sente amato dal genitore manifesterà una serie di malesseri, ciascun malessere tipico del bisogno di amore insoddisfatto corrisponde, poi, a una incapacità.

I bimbi non amati possono manifestare:

– disturbi del sonno che corrispondono all’incapacità di addormentarsi da soli o di dormire continuatamente e bene;

– paure e fobie a cui fanno seguito profonde insicurezze;

– difetti nella socialità, laddove una socialità compromessa è tipica dei bambini chiusi in se stessi perchè insicuri;

– difficoltà nella gestione della rabbia e generale irrascibilità a cui consegue una complessiva instabilità emotiva e\o una tendenza all’indecisione.

Anche l’adulto che non si sente amato soffre, figurasi un bambino.

Il bambino con scarse sicurezze affettive è spesso un bimbo che non si mette in gioco, non lo fa perchè teme di non essere all’altezza. Questa condizione di insicurezza spesso lo penalizza anche a scuola. Se l’isolamento e la timidezza sono una reazione possibile all’insoddisfatto bisogno d’amore, anche la rabbia e quindi l’aggressività, l’atteggiamento da bullo e l’impulsività possono essere una risposta alla scarsa affettività.

L’affettività positiva e costruita è fatta di coccole, rapporti fisici di partecipazione emotiva (carezze e baci), ma è sopratutto fatta di dialoghi profondi volti alla comprensione e all’identificazione dei sentimenti. Se ami tuo figlio indaga i motivi per cui il suo cuore batte e assecondane le ispirazioni.

via Vita da Mamma