I bambini con disturbi dello spettro autistico (DSA) possono creare amici immaginari come i bambini con uno sviluppo tipico. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell’Università dell’Huddersfield (Gran Bretagna), dell’Università di York e dell’AJ Drexel Autism Institute di Philadelphia (Stati Uniti). Si tratta di una scoperta importante nell’ottica della ricerca e dei futuri trattamenti, poiché sino ad oggi si riteneva che i bambini autistici avessero dei limiti nel creare simili compagni di gioco, essendo caratterizzati da una spiccata natura sociale.

Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Paige Davis, docente di psicologia presso l’ateneo britannico specializzata proprio nel ramo degli amici immaginari, hanno coinvolto nello studio bambini affetti da DSA, bambini con uno sviluppo tipico e i loro genitori. Dall’analisi statistica delle risposte a 215 distinti questionari è emerso che i bambini colpiti da DSA creavano amici immaginari in misura sensibilmente inferiore rispetto agli altri bambini (16 percento contro 42 percento), inoltre ciò avveniva in età più avanzata, e spesso erano propensi a giocare con un oggetto ‘personificato’ come una bambola o un peluche.

Il dettaglio significativo della nuova ricerca risiede tuttavia nell’assenza di differenze nella ‘qualità’ del gioco. Davis e colleghi hanno esposto alcuni esempi di amici immaginari creati dai bambini affetti da DSA – come ‘Ghosty Bubble’, un amico fatto di bolle; Mikey il ninja e Pretend Ada, una versione invisibile di un vero compagno di scuola -, dimostrando che la loro immaginazione è del tutto in linea con quella degli altri bambini. “La scoperta che i bambini con DSA creano spontaneamente questi compagni immaginari confuta le convinzioni esistenti secondo cui non stanno immaginando allo stesso modo dei bambini con sviluppo tipico”, ha sottolineato la professoressa Davis.

“I compagni immaginari – ha aggiunto la studiosa – sono speciali perché sono di natura sociale, e i bambini con autismo hanno problemi con lo sviluppo sociale e la comunicazione, quindi se nella tua mente stai creando una persona immaginaria significa che sei coinvolto in una serie di attività sociali che la stessa diagnosi di autismo direbbe che non potresti fare”. Sapere che i bambini con DSA immaginano come quelli con sviluppo tipico, secondo Davis e colleghi potrebbe portare a nuove terapie legate proprio all’uso dell’immaginazione, un potente strumento in grado di spezzare le catene che talvolta imbrigliano questi piccoli. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Autism and Developmental Disorders.

via FanPage