Sei anni dalla guerra in Siria raccontati nel nuovo rapporto “Ferite invisibili” presentato da Save the children.

Pagine angoscianti in cui attraverso interviste e testimonianze si indaga sul reale pericolo che adulti e minori vivono attualmente nel paese siriano.

Secondo il rapporto, le conseguenze sono soprattutto a livello psicologico, sono almeno 3 milioni i bambini che non hanno mai conosciuto altro che bombardamenti e macerie.

L’85% della popolazione siriana vive in condizioni di povertà e 4,6 milioni di persone vivono in aree assediate o difficilmente raggiungibili, ci sono poi 6,3 milioni di sfollati e 4,9 milioni – tra cui 2,3 milioni di bambini – sono rifugiati in altri paesi.

Una fotografia sbiadita che non mostra mai bambini con il sorriso, ma volti provati e devastati dalla sofferenza. Due bambini su tre dicono di aver perso una persona cara, la loro casa o di essere stati feriti almeno una volta durante i bombardamenti.

“Ci sono bambini che sognano di morire per poter andare in paradiso e avere così un posto dove poter mangiare e stare al caldo o che sperano di essere colpiti dai cecchini per arrivare in ospedale e magari poter scappare dalle città assediate”, denuncia Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.

In questo quadro si inseriscono anche i genitori che preferiscono i matrimoni precoci, trasformando le proprie figlie spose bambine.

“Ci sono ancora i bambini lasciati orfani della guerra che pur di avere qualcosa da mangiare si uniscono ai gruppi armati”, continua Neri.

Bambini soldato e spose bambine in Siria

Secondo Save the children, i bambini non hanno più punti di riferimento.

“Hanno perso i propri cari, non possono andare a scuola e devono trovare il modo per sopravvivere diventando improvvisamente adulti per sfuggire alla povertà.Tantissimi vanno a lavorare nei mercati, come ambulanti per la strada, per aiutare i familiari che spesso sono rimasti feriti dalle bombe e non possono più procurarsi una fonte di reddito”, si legge nel rapporto.

Violando i diritti umani, i bambini vengono reclutati da gruppi armati per cucinare e pulire per i soldati nei checkpoint, prima di intraprendere loro stessi la carriera militare.

“La guerra è un business e spesso i gruppi armati sono gli unici che hanno il denaro per pagare”, spiega un ragazzino nel rapporto.

Non va meglio alle bambine, costrette a sposare uomini adulti per uscire dalla povertà.

“Le obbligano a sposarsi con uomini di famiglie più ricche che si possano occupare di loro, pensando di tenerle così lontane anche dal rischio di abusi e violenze sessuali. Alcune tentano il suicidio pur di evitare di finire in spose a uomini che non vogliono”, si legge.

Siria, la paura delle bombe

“Una delle più grandi paure dei bambini che vivono ancora in Siria è proprio quella delle bombe: basta il rumore di un aereo che passa o delle grida per generare terrore nei bambini, anche una porta sbattuta dal vento può provocare reazioni di panico”, si legge.

Odio gli aerei, perché hanno ucciso mio padre”, dice continuamente Marwan, un bambino di circa 6 anni di Aleppo che non è più capace di parlare, ma sa soltanto gridare.

Ci sono poi tutti quei bambini che iniziano a fare uso di droghe, che soffrono di incubi notturni, che hanno disagi mentali, che smettono di parlare.

In soli due mesi nella città assediata di Madaya, lo staff medico ha segnalato a Save the Children almeno 6 casi di bambini che hanno tentato il suicidio, il più giovane aveva 12 anni.

“La continua esposizione ad eventi traumatici e a esperienze negative ha portato la maggior parte dei bambini siriani a vivere una condizione di stress tossico, con conseguenze sul loro stato di salute mentale e fisica, che può interrompere il loro sviluppo”, conclude Valerio Neri.

La distruzione di Aleppo ripresa da un drone

Una situazione tragica che si unisce a quella che vede la distruzione di Aleppo e la Siria, ripresa da un drone.

Dominella Trunfio – GreenMe