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La mamma: importanza della nonna materna per la figlia incinta

C’è una figura che durante la gravidanza è del tutto insostituibile per la gestante: la mamma, ovvero la futura nonna materna.

La nonna materna è innanzitutto la mamma: è la madre della neomamma e pertanto sta all’origine dell’albero della vita.

Quando una figlia è incinta, indirettamente anche la nonna materna sta “dando” i suoi frutti perché affonda in lei la radice prima della procreazione.

La mamma, sopratutto per una figlia femmina, è lo scrigno dell’intimità, il confessionale dei sentimenti e nel delicato momento della gestazione fare riferimento alla propria mamma vuol dire trovarsi in una condizione di piena libertà, libertà di essere se stesse come donne  ma senza nascondere fragilità e paure.

la mamma per la figlia incinta

La mamma è”, così abbiamo scritto usando un tempo certo, presente e costante. Ma, prima di portare avanti questo discorso sull’importanza della nonna materna sin dalla gestazione, è doveroso considerare che a qualcuno la vita ha riservato tristi eccezioni: ci sono mamme lontane dalle figlie, nonne poco presenti o addirittura assenti, esistono famiglie in cui l’egoismo è prevalso sulla condivisione.

In qualsiasi caso la mamma della figlia femmina manchi nel suo ruolo di accompagnatrice alla vita, l’assenza della nonna materna è un dolore che la neomamma è chiamata ad affrontare.

Perché la mamma della figlia femmina è un riferimento tanto importante durante la gravidanza?

La mamma incarna la donna che è riuscita nel percorso d’amore: è colei che con successo ha procreato, partorito e cresciuto. E’ (o dovrebbe essere) il miglior supporto e la migliore consigliera

Ovviamente c’è un “purché” sempre valido rispetto alla regola generale che indica nella propria mamma (la futura nonna) un riferimento affettivo ed emotivo importante:

la mamma è insostituibile per la donna in gravidanza purché accetti il suo ruolo di guida e supporto rinunciando al “comando”, assecondando la figlia e, quindi,  accompagnandola verso il soddisfacimento dei suoi desideri con umile condivisione.

Cosa non dovrebbe mai fare la mamma della donna incinta?

  • La mamma della gestante non dovrebbe mai allietare la dolce attesa con racconti “terrificanti” del parto!

In realtà nessuna madre, pure avendo eventualmente avuto un “brutto” parto, dovrebbe mai condizionare il percorso della figlia verso la maternità.

Questo lo affermo con sincera cognizione di causa essendo io per prima cresciuta con una mamma che del suo parto terribile e devastante ha fatto un racconto ripetuto centinaia e centinaia di volte come a volessi liberare di un peso … peso che è poi ricaduto su di me nel momento in cui il desiderio di maternità ha bussato alla porta del mio cuore: io sono e sono stata quella figlia partorita senza nessun romanticismo. Ed è stato molto faticoso liberarmi dalla paura, infondata, che tutto fosse oggettivamente così.

Preparare una figlia alla maternità significa assicurarsi che abbia un parto sicuro e con la migliore assistenza possibile, ma equivale anche a renderla consapevole della forza del proprio corpo rassicurandola sulla fisiologia dell’evento naturale e spontaneo (laddove possibile), e, infine, si sostanzia nell’accrescimento di un approccio positivo alla nascita.

  • La mamma della gestante non dovrebbe mai arrogarsi il diritto di decidere sul come, sul dove e sul cosa.

La nonna che voglia aiutare la figlia e la nipote dovrebbe essere una complice consigliera capace di fare un passo indietro nel momento decisionale che spetta sempre ai genitori e alla coppia.

  • La nonna non dovrebbe mai giudicare né farsi scudo dei propri convincimenti per opporsi alle decisioni di una mamma.

Il giudizio è di chi non ci ama ed è di chi ci guarda attraverso la lente dell’estraneità, mentre l’amore indica che si può procedere insieme con complicità e concorde accettazione. Già solo per questo in una famiglia non dovrebbe mai esserci spazio per il giudizio.

  • La nonna non dovrebbe mai pensare di possedere i nipoti, piuttosto dovrebbe essere orgogliosa di rappresentare la radice dell’albero della vita.

Immaginate un albero grande e rigoglioso, se le sue radici si ritraggono prendere ossigeno e nutrimento dal terreno diventa difficile:

le figlie femmine che non si nutrono dell’affetto costante e attento delle loro mamme, già nonne o future nonne, sono come alberi con radici stanche e ogni giorno coraggiosamente lottano per divenire un domani radici diverse, più vicine ai loro frutti, più complici delle loro stesse figlie.

via Vita da Mamma

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