Niente! Mettetevi l’anima in pace: anche i bambini hanno il diritto di annoiarsi e non chiamate subito il pediatra se vedete che si crogiolano anche solo per un pomeriggio nel loro tedio. Non hanno nulla che non va, semplicemente si riposano!

Ci sono indubbiamente molte attività per riempire il tempo libero dei bambini anche durante la pausa natalizia, ma non necessariamente devono essere svolte dalla prima all’ultima. Non è un caso che oramai psicologi ed esperti dello sviluppo infantile suggeriscano che una programmazione eccessiva del tempo libero dei bambini non è necessaria e potrebbe persino impedire loro di scoprire ciò che realmente richiama il loro interesse.

Il nostro ruolo di genitori? Preparare i bambini a prendere il loro posto nella società, indi per cui anche ad essere responsabili della gestione del tempo libero in un modo che renda tutti più felici.

Se i genitori passano tutto il loro tempo cercando di occupare il tempo libero dei loro figli, allora il bambino non imparerà mai a farlo da solo”. Lo dice chiaro e tondo Lyn Fry, una psicologa infantile londinese.

E la Fry non è l’unica a sottolineare i vantaggi della noia. Teresa Belton, professoressa all’Università dell’East Anglia, si concentra sulla connessione tra noia e immaginazione, affermando una cosa non da poco: la noia è fondamentale per lo sviluppo della “stimolazione interiore”, che a sua volta consente la vera creatività.

E sebbene la nostra capacità di annoiarsi si sia notevolmente ridotta soprattutto con le attrazioni del web, sono decenni che gli esperti discutono sull’importanza del dolce far niente. Era solo il 1993 quando lo psicanalista Adam Phillips scrisse: “La capacità di annoiarsi può essere un risultato evolutivo per i bambini”.

Come equilibrare il diritto ad annoiarsi e le attività da (poter) fare

Una delle richieste più frequenti eppure difficili da decifrare da parte degli adulti è che i bambini “debbano” essere occupati, invece di avere il tempo di trovare ciò che li interessa. La noia è parte integrante del processo di gestione del tempo.

A questo proposito, Lyn Fry suggerisce che all’inizio di un particolare periodo di sospensione dalle normali attività quotidiane – il Natale oppure l’estate, per esempio – sarebbe carino che i genitori preparassero insieme con i propri bimbi (meglio se dai quattro anni in poi) un elenco di attività che i piccoli possono fare durante le loro vacanze.

Questi possono includere attività di base, come giocare a carte, leggere un libro o andare in bicicletta o anche idee più elaborate, come cucinare una cena, creare un gioco o andare in giro a fotografare.

Risultato? Se vostro figlio viene da voi durante le vacanze lamentandosi della noia, dovrà solo cercare le attività nella lista.

Questo dà loro la responsabilità di decidere: ‘questo è ciò che voglio fare’ ”, spiega Fry. L’importante rendersi conto che non si tratta di tempo perso.

In buona sostanza, i bambini dovrebbero semplicemente imparare ad annoiarsi solo con l’obiettivo di essere motivati a svolgere delle attività da soli. “Permettere loro di annoiarsi è un modo per trasformarli in bambini indipendenti”.

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Una teoria simile fu proposta, udite udite, nel lontano 1930 dal filosofo Bertrand Russell, che dedicò un capitolo del suo libro “La conquista della felicità” al valore potenziale della noia. Allora Russel scrisse:

L’abilità di sopportare una vita più o meno monotona dovrebbe essere acquisita durante l’infanzia. I genitori moderni hanno un sacco di sensi di colpa in questo aspetto: offrono ai loro figli troppe deviazioni passive, come spettacoli e dolci, e non si rendono conto di quanto sia importante per un bambino che un giorno sarà uguale all’altro, tranne, ovviamente, per qualcosa di speciale”.

Alcuni momenti di noia, quindi, signori miei, non guastano! Lasciate che i vostri bimbi si prendano i loro spazi e decidano da soli il da farsi. Ovvio, tutto deve andare in armonia col resto della famiglia, ma andrà da sé che ogni cosa troverà il suo giusto momento. Anche la noia.

Germana Carillo – GreenMe