Sin dagli anni Ottanta e Novanta si effettuano studi che analizzano l’impatto che una precocissima esposizione dei bambini alla lettura può avere sulla loro crescita. Da allora insegnanti, pedagoghi ed educatori hanno dato avvio a delle di iniziative che si sono diffuse in tutto il mondo, in particolare quella denominata “Nati per leggere”, che si basano proprio sulla consapevolezza che la lettura ad alta voce già a partire dai primi mesi di vita può avere un impatto incredibilmente positivo sulla vita futura dei bambini e persino prevenire alcuni disturbi dell’infanzia.

Leggere e ascoltare per non avere paura delle proprie emozioni.

Uno studio congiunto della New York University e del Bellevue Hospital Center ha dato avvio a un progetto che per tre anni ha coinvolto un gruppo di bambini, dalla nascita all’età scolare, in progetti di lettura ad alta voce e di interazione coi propri genitori (soprattutto col gioco “facciamo finta che… “).

Diciotto mesi dopo la conclusione dell’esperimento, il team di ricercatori è tornato a osservare i piccoli che avevano preso parte ad esso ed hanno appurato che, rispetto ai coetanei che non erano stati esposti ad attività simili, essi presentavano minori problemi di concentrazione, deficit di attenzione, comportamenti aggressivi o iperattività, tutti episodi di cui si sente parlare sempre più spesso nelle scuole dell’infanzia.

I bambini che hanno avuto la possibilità di sentirsi raccontare storie ad alta voce con costanza sono più tranquilli e riescono a relazionarsi meglio con i loro compagni perché hanno imparato a conoscere ed entrare in confidenza con le loro emozioni e paure, le stesse che si trovano a dover gestire quando arriva il momento di andare a scuola“, spiega il professor Mendelsohn.

La letteratura per l’infanzia è uno strumento che aiuta i bambini a sviluppare con più serenità la propria sfera emotiva e a renderli in qualche modo “pronti” a relazionarsi con gli altri.

Sources:

via Curioctopus