Quanto è rischiosa l’esposizione al fluoruro in gravidanza? In base ad un nuovo studio questa circostanza potrebbe influenzare le abilità cognitive dei futuri bambini diminuendo il loro QI (Quoziente d’intelligenza).

A sostenere tutto ciò è una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives che ha preso in valutazione circa 300 gruppi di mamme e i rispettivi bambini in Messico e ha testato diverse volte nel corso di 12 anni lo sviluppo cognitivo dei piccoli. Gli autori hanno voluto mettere in relazione l’esposizione al fluoruro delle madri messicane durante la gravidanza con le funzioni cognitive dei nuovi nati negli anni a venire.

Analizzando i dati è stato possibile notare che un aumento dei livelli di esposizione prenatale al fluoruro può essere associato a un quoziente intellettivo (QI) inferiore nei bambini. Questo probabilmente si spiega con il fatto che il cervello si sviluppa rapidamente proprio nell’utero materno.

Nonostante lo studio ha misurato esattamente quanto fosse il fluoruro nei campioni di urina di ciascuna madre, non è stato in grado di individuare la giusta quantità di fluoro alla quale i bambini erano stati esposti. Tuttavia si stima non siano particolarmente elevati.

C’è da sottolineare poi che nonostante i ricercatori abbiano trovato un potenziale collegamento tra l’esposizione al fluoruro del feto nell’utero e un ridotto QI, la stessa influenza significativa dell’esposizione a questa sostanza non è stata evidenziata una volta che i bambini erano nati.

Il dottore Howard Hu, principale autore dello studio e preside della Scuola di Salute Pubblica di Dalla Lana presso l’Università di Toronto, ha così commentato:

“L’esposizione al fluoruro durante l’infanzia è più sicura che in fase prenatale. Adesso c’è una buona conferma scientifica per sostenere il fatto che il feto tende ad essere più sensibile alle tossine ambientali rispetto a quando il bambino è già nato”

Il dottor Hu ha detto che alcune ricerche realizzate in precedenza hanno ipotizzato che il fluoro possa andare a interferire con i neurotrasmettitori delle cellule. Alcuni studi realizzati sugli animali hanno evidenziato come tale sostanza si possa accumulare nell’ippocampo, area del cervello importante per l’apprendimento e la memoria. Bisogna dire che quegli studi hanno testato il fluoruro a dosi più elevate rispetto a quelle a cui gli esseri umani potrebbero essere esposti attraverso l’acqua ma il dottor Hu è del parere che comunque quelle ricerche lasciano intravedere come il fluoruro possa comportarsi come una sostanza neurotossica.

Quindi, come ha specificato anche l’esperto, sono necessarie altre ricerche per valutare meglio i possibili effetti negativi del fluoruro specialmente sulle donne in gravidanza e nei bambini.

via Stella di Vita