I bambini sono creature completamente imprevedibili. Un bambino adorabile può compiacere i suoi genitori obbedendo e comportandosi bene e il momento successivo può farli impazzire. Quante volte hai visto gridare madri o padri che stavano cercando di far capire ai loro figli qualcosa e ti sei mai trovata al loro posto? Alzare la voce è un’espressione naturale di rabbia o paura che si manifesta come reazione di protezione nei casi in cui vi sia un pericolo, in particolare per quanto riguarda i confini personali. Gli adulti usano spesso questo metodo verbale per influenzare e discutere al fine di risolvere situazioni controverse e problematiche. Molto spesso, trasformano questo modello di comportamento nel loro atteggiamento e nel modo di relazionarsi con il proprio figlio. Ma poche persone si rendono conto che urlare influenza negativamente la psicologia evolutiva del bambino.

Ogni volta che uno dei genitori alza la voce, il bambino comprende la superiorità del genitore e la sua stessa inferiorità, di conseguenza accumula pensieri e sentimenti negativi e diventa riservato e amareggiato. Le ragioni di tale comportamento in un adulto sono varie, ma queste tre sono quelle che si verificano più frequentemente.

1. Paura

Un meccanismo di allarme e di protezione si attiva nel caso in cui ci sia qualcosa che minaccia la vita o la sicurezza del bambino. Questa reazione è naturale e necessaria in quanto richiama l’attenzione su ciò che potrebbe fargli male, a volte si urla per esprimere rabbia o altre emozioni complesse, che è fondamentalmente sbagliato. Se tali situazioni si ripetono, il bambino potrebbe imitare questo modello comportamentale e inconsciamente impedirà a se stesso di sentire la paura e di mostrarla agli altri.

2. Persuasione

La superiorità fisica e psicologica di un adulto rispetto a un bambino è innegabile, è per questo che molti genitori usano le urla per manipolare. I genitori raramente si rendono conto che in quei momenti il loro dominio è semplicemente esterno, infatti quando si urla il livello emotivo dei genitori diventa lo stesso di quello del bambino con cui varrebbe la pena essere più tolleranti. Vi è l’opinione che in questo modo l’adulto ottiene un “risarcimento” per le offese ricevute durante l’infanzia. Di conseguenza, il bambino considererà più efficaci le scene di comportamento manipolativo e le preferirà all’onestà nei rapporti.

3. Punizione

Spesso gridiamo per far vedere loro gli errori commessi o se vi è stata una violazione dei limiti o delle regole. Ma nella maggior parte dei casi, i genitori dimenticano di insegnare al bambino queste regole di comportamento nel tempo o di stabilire dei limiti che non dovrebbero essere superati per nessuna ragione. I genitori non dovrebbero perdere l’opportunità di spiegare pazientemente invece di sostituire il metodo educativo con le urla. Il risultato di questo tipo di comportamento è ovviamente scarso, poiché il bambino si rende conto che può proteggersi solo se esprime un’aggressione verbale o fisica.

È sempre più facile urlare che parlare tranquillamente; questo metodo può sconcertare e persino spaventare, non solo il bambino, ma anche l’adulto. Tuttavia, ci sono molti modi per trasmettere le informazioni necessarie ai bambini senza usare un metodo così drastico. I genitori dovrebbero essere pazienti e prontamente spiegare certe cose al momento giusto, ripeterle, se necessario, e fare da esempio per il loro bambino. Tutto ciò costituirà una base su cui costruire una relazione sana, per prevenire la nascita di conflitti e prendersi cura della salute psicologica del bambino.

via Fabiosa