Grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale, tre bambini che non dovevano nascere sono venuti al mondo sani. A permettere tutto ciò è stata la diagnosi genetica preimpianto sull’embrione: di cosa si tratta?

Grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale, tre bambini che non dovevano nascere sono venuti al mondo sani. A permettere tutto ciò è stata la diagnosi genetica preimpianto sull’embrione: di cosa si tratta?

Non sarebbero mai nati se non fosse stato per le modifiche alla Legge 40/2004 ottenute con la sentenza della Corte Costituzionale 96/2015: così l’Associazione Luca Coscioni presenta a tutti noi i tre bambini venuti al mondo sani e senza le malattie genetiche dei genitori. Ma come è possibile? Partiamo dalla Legge 40.

La Legge 40/2004, conosciuta come la “legge per la procreazione assistita”, recita quelle che sono le norme che dovrebbero, nel nostro Paese, regolare gli interventi utili a risolvere i “problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana”: in pratica la finalità di questa legge è dire cosa si può e non si può fare sugli embrioni che vengono utilizzati nella procreazione assistita che permette alle coppie di agevolare il concepimento.

Prima della sentenza della Corte Costituzionale 96/2015, le legge 40 però non prevedeva “la diagnosi preimpianto per le coppie fertili portatrici di patologie geneticamente trasmissibili” perché solo le coppie infertili e sterili potevano usufruire di questa tecnica, insomma non era previsto che coppie portatrici di malattie genetiche potessero intervenire sull’embrione onde evitare la trasmissione della patologia stessa. A questi genitori restavano dunque due opzioni:

non avere figli
accettare il rischio di trasmettere la loro malattia ai figli
effettuare la diagnosi prenatale che permette di identificare la presenza di anomalie genetiche tra la decima e la sedicesima settimana di gravidanza con la possibilità di interromperla in caso di problemi, questo ovviamente significa che queste coppie sono costrette a tentare più gravidanze prima di poter avere un figlio sano
Oggi però la situazione è diversa, la Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittima la limitazione dell’accesso alle coppie infertili o sterili alla diagnosi preimpianto disponibile con la procreazione assistita, quindi adesso possono usufruirne anche “le coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili”.

La Diagnosi Genetica Preimpianto è quella tecnica che permette di identificare la presenza di malattie genetiche o alterazioni cromosomiche già all’interno degli embrioni e di scegliere così quello sano da impiantare nell’utero.

[Foto di robertofoto]

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