Viviamo in una società sempre più dipendente da smartphone e tablet. Genitori distratti immersi nella lettura dell’ultimo messaggio, la giornata scandita da notifiche che non vorremmo certo perderci. I bambini, anche piccolissimi, vengono irresistibilmente attratti dai “giochi” dei grandi ed è sorprendente come imparino ad usarli ancora prima di parlare. Tuttavia c’è chi si domanda che impatto possano avere questi dispositivi sulla #salute mentale dei bambini: la tecnologia influisce sullo sviluppo del loro cervello? Può limitare il loro sviluppo sociale? Potrebbe danneggiarli emozionalmente?

Ritardi nello sviluppo del linguaggio e uso di smartphone e tablet

Forse meno spesso ci si domanda che impatto possano avere questi dispositivi sullo sviluppo del loro linguaggio.

Smartphone e tablet ritardano il momento in cui il bambino comincerà a parlare? Sembrerebbe proprio di sì. Un nuovo studio, presentato al convegno Pediatric Academic Societies Meeting 2017 tenutosi nel maggio scorso a San Francisco, California, ha rivelato alcuni risultati sorprendenti. Più tempo i bambini di età compresa tra sei mesi e due anni passano utilizzando schermi portatili come #smartphone, #tablet e giochi elettronici, più è probabile che comincino a parlare in ritardo:Credo che sia il primo studio che metta in relazione i dispositivi multimediali mobili e il ritardo di comunicazione nei bambini – ha dichiarato la Dottoressa Catherine Birken, ricercatrice e pediatra presso l’Hospital for Sick Children di Toronto, Ontario -. È la prima volta che è stato messo in luce questo potenziale problema, ma credo che i risultati debbano essere valutati, si tratta davvero di un primo approccio“.

Lo studio ha coinvolto 900 bambini

Nello studio, che ha coinvolto quasi 900 bambini, i genitori hanno comunicato la quantità di tempo in minuti che i propri bambini trascorrevano ogni giorno davanti a smartphone e tablet all’età di 18 mesi. I ricercatori hanno poi utilizzato una lista di controllo per i bambini piccoli, uno strumento di screening convalidato, per valutare lo sviluppo del linguaggio dei bambini a 18 mesi. Sono stati presi in esame tutta una serie di parametri, tra cui l’uso di suoni o parole per ottenere l’attenzione o l’aiuto da parte dei genitori, la capacità di mettere insieme le parole e la quantità di parole usate dal bambino. Il 20% dei bambini ha trascorso una media di 28 minuti al giorno davanti agli schermi. Ogni incremento di tempo di 30 minuti trascorso quotidianamente da parte del bambino davanti a smartphone o tablet è stato collegato a un rischio aumentato del 49% di ritardo della capacità di esprimersi con suoni e parole. Lo studio non ha trovato alcun legame tra l’uso di un dispositivo palmare ed altre aree di comunicazione, come la gestualità, il linguaggio del corpo e l’interazione sociale.

Ulteriori ricerche potrebbero confermare questi risultati

La Dottoressa Birken ha sottolineato che sebbene il suo studio dimostri l’esistenza di un rapporto tra l’uso di dispositivi portatili e i ritardi nella comunicazione dei bambini piccoli, è certamente necessario svolgere nuove ricerche per determinare l’influenza del tipo di contenuti osservati dai bambini e della presenza o meno di un genitore e/o un assistente durante l’utilizzo dei device. Studi più approfonditi e a lungo termine potranno aiutare a determinare nuove linee guida e raccomandazioni da fornire ai genitori. “Questo è uno studio importante per evidenziare alcuni dei potenziali rischi associati all’utilizzo dei media e in particolare dei dispositivi mobili portatili – ha dichiarato Michael Robb, direttore di ricerca per Common Sense Media -. Ciò che determina il loro utilizzo è molto importante: gli effetti negativi possono essere dovuti alla quantità di tempo passato davanti allo schermo che sostituisce l’interazione genitore-figlio (gioco, lettura, dialogo, canto, ecc.) che sono fondamentali per uno sviluppo sano“.

via BlastingNews