Probabilmente se chiedessimo ad ogni abitante del pianeta da chi ha ricevuto il miglior consiglio, tutti indicherebbero uno dei due genitori. È da loro che ognuno di noi ha creato il proprio bagaglio di esperienze e insegnamenti, almeno in parte!

Secondo gli psicologi, si potrebbero ridurre a 5 le lezioni che i genitori dovrebbero impartire ai propri figli. Dopo averlo fatto, potrebbero anche dirsi soddisfatti di come hanno svolto il ruolo genitoriale!

1. Cucinare

In casa, è del tutto normale che un bambino si dimostri curioso nei confronti della cucina: d’altronde, anche preparare il pranzo o la cena è un gioco per lui.

Sebbene non lo sia per chi si trova davanti ai fornelli, non si dovrebbe scacciare il bambino dicendo di interessarsi a cose adatte alla sua età, oppure immaginando di dover fare poi il doppio del lavoro per portare a termine la preparazione del pasto.

Cucinare, secondo gli psicologi, aiuta a sviluppare le abilità della comunicazione e ad esprimere amore. È un atto di altruismo che non richiede molti sforzi e che in cambio dà soddisfazione, oltre a rafforzare il legame con le persone.

Ai bambini non dovrebbe mai essere negata la possibilità di preparare un piccolo dolce o di aiutare i grandi.

Incoraggiate i vostri figli evidenziando solo i miglioramenti: per loro è un mondo nuovo, tutto da scoprire!

2. Esprimere affetto

Non si tratta solo di dare affetto ai bambini.

Dare affetto, ma anche affezionarsi, i bambini lo imparano guardano il modo in cui i propri genitori si relazionano con le altre persone.

Se sono sempre sospettosi, freddi e poco socievoli, probabilmente anche il bambino non sarà un adulto in grado di lasciarsi andare ad una piacevole confidenza.

Inoltre, non dimenticate che ad un certo momento della crescita di vostro figlio, lui rifiuterà le dimostrazioni di affetto nei suoi confronti: tuttavia, non privatelo del tutto di queste dimostrazioni, ma cambiate solo modo in cui gliele rivolgete.

Abbracci e baci potrebbero essere rifiutati in adolescenza per voler apparire più adulti, ma una pacca sulla spalla, un cinque o un strizzata d’occhio hanno lo stesso effetto. Quando sarà più maturo, vostro figlio ternerà ad abbracciarvi.

3. Guadagnare denaro

Mai e poi mai dovete essere il bancomat di vostro figlio. In nessuna fascia di età. Piuttosto, insegnategli il valore dei soldi e il modo in cui se li può guadagnare.

Non è sbagliato avvicinare i più piccoli al denaro, ovviamente senza costringerli ad una vita di risparmi troppo precoce!

Secondo gli psicologi, dopo i 3 anni è il momento migliore per avvicinare i bambini al concetto dei soldi: parlategli di cosa sono, di come la famiglia se li procura e perché non è possibile comprare tutti i giocattoli del negozio.

Il genitore dovrebbe sempre incoraggiare il proprio figlio nella ricerca di un lavoro: l’amore per l’indipendenza e per l’impegno ripagato verranno da sé.

4. Saper giocare da solo

Restare da solo non deve mai essere presentato come una punizione o comunque come qualcosa di negativo. Il gioco in solitaria è al pari di quello in compagnia. Anche giocare da soli ha i suoi pregi: gli psicologi hanno notato che sviluppa la creatività e l’autocoscienza.

Trascorrere del tempo da soli significa conoscere meglio se stessi e le proprie esigenze. 

Inoltre, giocare di tanto in tanto da soli ha delle ripercussioni anche sulla vita da adulto: permetterà infatti di scegliere con più calma le persone con cui condividere la propria vita, senza temere la solitudine.

5. Non vergognarsi di essere se stesso

Quando sono piccoli, i bambini non hanno problemi ad esprimersi, perché non si curano tanto di piacere o meno agli altri. In adolescenza, però, esprimere la propria individualità diventa un gran bel problema.

Dipende molto dal carattere del bambino, ma in ogni caso si potrà sempre incoraggiarlo a seguire il proprio modo di essere, affinché l’adolescenza non diventi una completa perdita di sé.

In questo modo i ragazzi manterranno l’audacia di compiere scelte anche poco ‘popolari’ senza la paura di non essere accettati dai propri cari.

via Curioctopus