Una legge che (anche se poco rispettata) impone il compimento dei 18 anni per le ragazze e 21 per i ragazzi, come età minima per unirsi in matrimonio, senza eccezione alcuna.

Con la nuova riforma, ancora in discussione, verrebbe invece legalizzato il matrimonio sotto la maggiore età in alcuni casi particolari e con il consenso dei genitori. Tra le stranezze c’è anche quella che non si indica un’età minima.

“In una lettera ai suoi genitori 3 anni fa, una ragazza di 16 anni del Bangladesh ha scritto: Il matrimonio precoce non solo rompe i sogni di una ragazza adolescente, ma blocca anche la sua intelligenza e le potenzialità. Si paralizza una ragazza fisicamente e mentalmente. Cari genitori, volete vedere la vostra amata figlia in tale situazione? “, scrive il movimento Girls not brides che contesta duramente la proposta governativa.


Secondo l’associazione, la riforma non definisce quali sarebbero questi “casi particolari”, si lascia spazio all’immaginazione che essi possano essere gravidanze inattese o dovute ad abusi o ancora al fatto di dover proteggere “l’onore della bambina”.

Un provvedimento che arriva in un Paese come il Bangladesh dove ancora oggi, nonostante la legge, il 52% delle ragazze sposa prima dei 18 anni.

Non è il momento di regredire. Questi bambini hanno bisogno di essere ascoltati. Il matrimonio prima dei 18 anni non garantisce la sicurezza di una ragazza incinta. In realtà la espone al rischio di violenza sessuale, fisica e psicologica. Le complicazioni durante la gravidanza e il parto sono tra le principali cause di morte in paesi a basso e medio reddito”, spiega Lakshmi Sundaram, direttore esecutivo di Girls not brides.

Sposare un uomo adulto non può e non deve essere la soluzione, le bambine dovrebbero continuare a vivere la loro infanzia, andare a scuola e non pensare ai figli e alle faccende domestiche.

“Una riforma semplicemente inaccettabile. Soprattutto in un momento in cui gli altri Paesi dell’Asia Meridionale stanno lavorando per modificare le proprie leggi e vietare i matrimoni precoci”, continua Sundaram.

Il Child Marriage Restraint Act, questo il nome della proposta non farà che aumentare i rischi di stupro, di violenza domestica e di gravidanze precoci.

Insieme a Niger, Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Guinea, Sud Sudan e Burkina Faso, il Bangladesh è tra gli otto Paesi al mondo con i più alti tassi di matrimoni precoci.

E questo, nonostante una legge, che spesso viene disattesa perché la pena per i trasgressioni – reclusione a un mese e multa di mille taka, ovvero quasi 12 euro – raramente spaventa.

Per questo motivo l’organizzazione Girls Not Brides, che include 650 associazioni che lottano per la tutela delle spose bambine e di chi è vittima dei matrimoni precoci e forzati, continuerà ad organizzare proteste e manifestazioni per fermare l’avanzata del regresso.

Dominella Trunfio – GreenMe

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Foto cover: Fatema-UNICEF