Un donna in carriera, in questo caso una giornalista e scrittrice freelance, indipendente ma che a 33 anni “ancora” non ha una famiglia: Emily Bingham rappresenta un modello femminile che si diffonde sempre più nel mondo e che quasi sempre si trova a dover affrontare situazioni in cui amici e conoscenti chiedono che intenzioni si hanno a livello familiare e soprattutto riproduttivo. Beh, con un semplice post su Facebook, Emily ha saputo spiegare alla perfezione perché fare un certo tipo di domande è da evitare. Sempre.

Un post che ha saputo attirare l’attenzione ma anche ribadire un importante concetto

immagine: Emily Bingham/Facebook

Ad Emily Bingham è bastato pubblicare sul suo profilo Facebook una foto che ritrae un feto nel grembo materno per attirare l’attenzione di tutti i suoi contatti e, da lì, vedere che ciò che aveva scritto era stato condiviso da migliaia di persone (al momento attuale siamo alle 85.636 condivisioni).
La giornalista ha pubblicato una sua riflessione dopo un weekend passato con la famiglia del suo ragazzo durante il quale la mamma di lui aveva iniziato a “indagare” sulle loro intenzioni in quanto coppia. Ecco alcune parti del suo post:

Ciao a tutti! Ora che ho attirato la vostra attenzione con questa foto presa da Google, vorrei approfittarne per ricordarvi che le intenzioni riproduttive di una persona non sono affare vostro. PER NIENTE. Prima di arrivare a chiedere a una coppia sposata da tempo quand’è che si deciderà ad avere un figlio, prima di chiedere ai genitori di un figlio unico quand’è che arriverà la sorellina o il fratellino, prima di ricordare a un/una trentenne single che l’orologio biologico ticchetta paurosamente, fate una bella cosa: fermatevi. Non fatelo. Non potete sapere se esiste un problema di infertilità, se c’è stato da poco un aborto spontaneo o se dei problemi di salute impediscono il concepimento, così come non potete sapere se quella persona non si sente pronta in quel momento o semplicemente sa che dei figli non li farà mai. Alcune persone sostengono che questo tipo di domande sorgono spontanee e vengono dal cuore, ma sebbene le intenzioni possano essere innocue, l’impatto di queste “inquisizioni” può ancora fare male“.

Dopo la pubblicazione del post, Emily Bingham non ha ricevuto solo ‘like’, ma anche decine e decine di e-mail da tutto il mondo di persone che confermavano quanto si fossero sentite in difficoltà nel rispondere a queste domande, quasi sempre in più di una occasione. Non è forse capitato anche a voi?

Qui il post completo.

via Curioctopus